IL POTERE DELLA COMUNICAZIONE

Uno dei migliori sistemi che consente di controllare i popoli è quello di tenerli all’oscuro di quello che succede, e di iniettare sul mercato delle informazioni solo quelle notizie che servono per accentrare l’attenzione su quello che è conveniente. La sublimazione è una tecnica che consente di far accettare ogni cosa al popolo dei “non pensanti”,  che è necessaria una guerra  per fermare il dittatore di turno, giustificandone le motivazioni con la necessità di interrompere l’irruenza del terrorismo (qualunque). Personalmente ritengo sconcertanti le parole dei vari ministri della nostra Repubblica che si affannano a dichiarare che le nostre truppe oltre confine hanno il compito di difendere il popolo italiano dal terrorismo. Molti di noi non sanno che gli americani e gli inglesi (solo loro), stanno “pompando” petrolio dalle riserve irachene da almeno 4 anni, che le petroliere che navigano il Golfo Persico, dal porto di Bassora, sono della società texana della famiglia Bush e della società  inglese British Petroleum (quella del disastro sulle coste del Messico), ma  l’Italia continua a comprare il petrolio dalla Libia e il Gas dall’Algeria e dalla Russia. Questo significa che l’Italia è partecipe a proprie spese dell’arricchimento degli USA e della GB, le quali fanno poi fallire la Lemmans & Brother, mettendoci nei casini con la crisi economica.

Molti di noi non sanno che la guerra in Afghanistan cerca di fermare la produzione di oppio (la maggior fonte di reddito dei terroristi) attraverso l’occupazione fisica del territorio; ma se davvero vogliono distruggere tutte le colture di oppio, non sarebbe sufficiente bombardare le coltivazioni e non i villaggi?

Altro capitolo dell’informazione: I Palestinesi.

Che fine hanno fatto le rivendicazioni dei Palestinesi sulla striscia di Gaza e sulla Cisgiordania? Forse si sono messi d’accordo? I Palestinesi sono ancora dei terroristi? Lanciano ancora i missili sui territori israeliani. Gli insediamenti israeliani stanno continuando? E che fine ha fatto il Libano? Abbiamo anche laggiù dei nostri militari!

E no! In questi luoghi non ci sono risorse da sfruttare e quindi non sono importanti, anche perchè da un po’ di anni il pericolo è Bin Laden, quel terrorista che gli Usa hanno addestrato e finanziato. Quel terrorista che detiene una buona fetta di investimenti economici in America, al pari di tanti altri “terroristi” che hanno pacchetti azionari anche in Italia, e Gheddafi, uno dei migliori amici del nostro Premier, ne è una testimonianza (Q8 petroleum, Fiat, Juventus, BNL ecc. ecc.)

Ecco a cosa mi riferisco quando dico che il problema più grosso non è la globalizzazione, essendo la globalizzazione “uno strumento” nelle mani delle potenze economiche, ma il concentramento delle risorse nelle mani di poca gente, anche perchè queste risorse prima o poi finiranno, e pare che ne abbiamo ancora per soli 20 anni….. e i tempi della politica, lo sappiamo, sono lunghi.

IL POTERE DELLA COMUNICAZIONEultima modifica: 2011-01-08T22:33:18+00:00da enricorisolo
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9 pensieri su “IL POTERE DELLA COMUNICAZIONE

  1. E tra circa 20 anni cosa succederà? Se non altro la speranza (sempre lì si va a parare) è che si vivrà in un mondo migliore, con meno inquinamento.
    Temo, invece, che a quel punto ci saranno i soliti pochi padroni del sole, del vento e di quant’altro possa produrre energia.
    Povera piccola Imperf….
    Caro Enrico, è sempre piacevole leggerti, specialmente ora che riesco a dedicare più tempo alla rete.
    Un salutone
    Imperf

  2. Ciao Enrico e buona serata a te.

    La strategia della distrazione:

    “L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali.”

    Questa, è la prima di 10 regole sulla “manipolazione mediatica” attuata da Noam Chomsky, filosofo e teorico della comunicazione statunitense. 10 regole da me pubblicate in un post intitolato, appunto, “manipolazione mediatica”, a mia volta ripreso da Giorgio (Giorgio libero pensiero) che l’aveva a sua volta proposto nel suo blog. Era l’epoca in cui eri assente (ottobre 2010) e, quindi, non l’avrai letto.

    Tutto questo, per dimostrarti che condivido questa tua riflessione, dalla prima all’ultima riga. Di più, ci metto anche il commento che hai lasciato da Tina, sull’importanza di seguire comunque le “notizie” che vengono diffuse, anche se provocano nausea, al fine di poter “distinguere” tra manipolazione e realtà.

    Credo sia la nostra unica “difesa” oltre che l’unico modo per sconfiggere chi ha fatto della “manipolazione mediatica” un temibile strumento di controllo della società.

  3. Ciao Enrico e buona serata a te. Personalmente, con il mio post, non voglio dare alcuna indicazione su possibili “buoni” o “cattivi”. Voglio, invece, esprimere una sensazione che, appunto, è quella di sentirsi assediati da “buoni” che vogliono convincerci della bontà della loro causa. Sono “buoni” che fanno talmente tanto baccano da provocare una confusione che non permette di distinguere con “cognizione di causa” i buoni dai cattivi. I “buoni”, credo di averli elencati tutti… ma come suggerito da alcune canzoni di Battiato, sarà poi vero?

    A proposito del referendum di Mirafiori, sfido chiunque a spiegarci in cosa consiste quell’accordo siglato da Cisl e Uil. Il tuo attuale post sulla “comunicazione”, potrebbe spiegare ancora una volta, perché noi due ci stiamo ponendo questa domanda. Tu mi confermi che notizie certe e dettagliate non ne hai trovate…. neanche io!! Forse, i lavoratori si, sembra che ci stiano pensando i sindacati, a modo loro!

    Comunque, ho proposto comunque quella sottoscrizione di firme che, però, non è “contro l’accordo” nel suo complesso ma contro una particolare clausola contenuta nello stesso che prevede l’esclusione dalla rappresentatività sindacale all’interno di Fiat-Mirafiori, di quei sindacati che non sottoscrivono quell’accordo.

    Questa, è l’unica clausola di quell’accordo che conosco, più alcune sui turni, le pause, la malattia…. e più o meno la stessa “pappa” scodellata già a Pomigliano.

    Ma tutto il resto? E’ questa, la “gravità” di tutta questa faccenda, Enrico.

    Ma vogliamo veramente credere che il 100% dei problemi Fiat siano relativi alla “disciplina” a cui i lavoratori, secondo Marchionne, dovrebbero sottostare oppure alla “tipologia” di contratto di lavoro?

    Ed anche a dar credito a quello che dice il “canadese”, del resto del “piano” quando ne parliamo? Dobbiamo fare “sacrifici” come il resto del mondo? Ma, cacchio, in Germania le case automobilistiche hanno discusso il loro piano industriale con le rappresentanze sindacali e con la Signora Merkel. Da noi, Berlusconi ed il suo Governo che cosa stanno facendo, a parte aspettare la sentenza della Corte dei Conti sul “suo” legittimo impedimento?

    I lavoratori tedeschi hanno accettato di fare dei sacrifici(peraltro, sembra molti meno dei nostri) ma hanno chiesto e ottenuto di avere loro rappresentanti sindacali nel Consiglio di amministrazione, in modo da poter controllare a cosa seriviranno i loro sacrifici e cosa farà l’azienda. I “piani di sviluppo” di Marchionne, a parte i soldi che dice di voler investire in Italia, dove sono? Chi li conosce? Quali sono i “benefici” che potremo ottenere, fra 6 mesi, un anno, due anni…. per sopportare i famosi “sacrifici”?

    E qua, si torna a quell’accordo ed alle poche cose conosciute dello stesso: ma siamo proprio sicuri che nel nostro Paese, ciò che non “funziona” sono i contratti nazionali? Enrico, alla luce di quello che sta succedendo, della latitanza del Governo in quelle che sono le questioni di “sviluppo economico” del nostro Paese, siamo proprio sicuri che l’unico problema siano i “lavoratori”?

    Oppure, c’è una precisa volontà di smantellare le garanzie civili e costituzionali, ancora una volta, che hanno fatto di questo Paese, dal dopoguerra ad oggi, un Paese democratico?

    Che significa “escludere” il sindacato che non “firma”, dalla rappresentatività sindacale di un’azienda?

    Ti do la mia risposta, nel frattempo: tornare al “ventennio” di recente memoria e confermare, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che quello attuale è un “regime” mascherato che, piano piano, sta togliendo la maschera per mostrare il vero volto!!!

    Non si stanno perfezionando o modificando i “contratti nazionali”, Enrico!! Si sta perseguendo qualcos’altro!

  4. Ciao Enrico, solo una breve integrazione a quanto da me già espresso.

    Vedi, quando io sento un Capo di Governo affermare, in un Paese straniero, che “… se non si realizza l’accordo tra Marchionne ed i sindacati, le imprese italiane avrebbero tutte le ragioni per andare a lavorare all’estero…” il primo pensiero che mi viene, d’impulso, è che un Capo di Governo come questo sarebbe da fucilare… ed alla schiena! Come i traditori! Questa è una figura politica che ha devastato questo Paese con… pensieri, parole, opere ed omissioni!

    Più pacatamente, ti dico che non sono i “contratti nazionali”, i sindacati, i diritti acquisiti nel tempo, le garanzie costituzionali e democratiche o noi lavoratori, il problema di questo Paese.

    Sono i “vertici”, TUTTI e nessuno escluso: della finanza, dell’economia, dell’amministrazione pubblica e della politica!

    Per risanare e salvare questo Paese, non è dalla “base” che dobbiamo partire… o meglio, è la base che dobbiamo convincere che non è in questa gentaglia che deve riporre fiducia ed affidare il proprio futuro ma “agire” per fare posto a gente nuova, a nuove idee, a nuovi modi di vivere e di pensare…. soprattutto “giovani”!!!

    Ciao e notte buona a te!

  5. Ciao Enrico e buona giornata a te. Prendo per buona la tua ipotesi, anche se non mi convince e ti spiego perché: intanto, se ciò fosse vero, evidenzierebbe ancor più la distanza che c’è tra le imprese del nostro Paese e la nostra politica. Anche io sono dell’idea che in molti settori produttivi, come nel pubblico impiego, vi sia necessità di svecchiare e ridurre personale. Eppure, l’età lavorativa viene aumentata e incentivi, sotto forma di sgravi fiscali per esempio, affinché le imprese investano anche in personale, non ve ne sono! Non mi pare che le organizzazioni che rappresentano le aziende italiane, abbiano mai recriminato, per esempio, sull’allungamento dell’età lavorativa.

    Sarebbe, quindi, troppo “perverso” pretendere di liberarsi di personale e, poi, non prevedere nuove opportunità di lavoro per gli stessi.

    Nel caso specifico, invece, non capisco come Marchionne possa liberarsi di personale che voterebbe NO all’accordo di Mirafiori. La votazione è “anonima” e, quindi, non è possibile sapere come ha votato ogni operaio. Inoltre, supponiamo per assurdo che lo possa sapere, non mi pare sia una “giusta causa” per licenziare un operaio!

    Potrebbe raggiungere il suo scopo, solamente se prevalessero i NO e, quindi, lui non investirebbe più in Mirafiori. Ma siccome, molto probabilmente, vuoi per paura, vuoi per ricatto, succederà come a Pomigliano e passeranno i “SI”, non vedo come Marchionne potrebbe raggiungere il suo scopo ossia quello espresso da te.

  6. La psicologia si è votata del tutto allo studio della manipolazione delle masse attraverso i mezzi di comunicazione più diffusi, credo tu sappia che razza di scherzo fece Orson Welles con un capitolo dello scenaggiato radiofonico “La guerra dei mondi”, descrisse l’invasione aliena con tale maestria che la gente di New York si riversò terrorizzata per strada.

    Questa solo una parte, rammenti quello che chiamo “la beffa del secolo scorso”, i ragazzi di Livorno che calarono nel canale le false teste del Modigliani … il mondo accademico dell’arte preso per il culo alla grande, potenza della televisione.

    A me non da fastidio il mezzo di comunicazione di massa, a me da fastidio la massa che ha fatto di quel mezzo l’unica fonte informativa.

    I Palestinesi sono svaniti dalla mappa dei conflitti, nessuno dice che il territorio viene eroso quotidianamente dagli Israeliani con nuovi insediamenti.

    Nessuno racconta che le holding farmaceutiche hanno interessi mastodontici nella guerra Afghana, l’oppio è alla base di molti farmaci e di molte pomate medicamentose, il veleno di vipera vale una fortuna e trova applicazioni sempre in campo farmaceutico, per non parlare dei giacimenti di pietre preziose, oro e ora anche gas.

    Ma la gente si fa bastare la parola d’ordine “guerra preventiva al terrorismo”.

    Hai una formula per una più equa redistribuzione delle risorse mondiali che non sia quella che mi frulla nella testa da una vita?

    Niente violenza, ma scioglimento degli anti concezionali negli acquedotti, siamo troppi Enrico, un numero abnorme e le terre emerse continuano a desertificarsi.

    Per ora buona serata amico mio ;-))

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