LA SITUAZIONE

Osservando i contenuti dell’azione di questo governo, si vede come il partito di maggioranza relativa presente in Parlamento non si riconduce a una matrice classica del centro-destra, e nonostante i volti noti del PDL si auto-referenziano a una destra moderna, di fatto risaltano esclusivamente le caratteristiche di idolatria verso un progetto nel quale emerge l’interesse all’arricchimento di una ben definita classe sociale. Chi come me non si sente scandalizzato dalla mancata distribuzione della ricchezza, non appartenendo ideologicamente a una sinistra radicale nei principi, credo stia attraversando una sorta di rimorso di coscienza per aver contribuito all’affermazione di questa classe dirigente; una ribellione interna verso questa classe dirigente che ha tradito soprattutto gli elettori che li hanno votati, o almeno quella parte di elettori sui quali è caduta l’insoddisfazione per quei cambiamenti tanto annunciati e che sono stati accantonati. Ma soprattutto da fastidio l’idea che per il fatto di aver avuto la fiducia degli elettori, questa maggioranza sente l’arroganza di cambiare i principi fondamentali senza cercare la condivisione di tutte le rappresentanze politiche, giocandosi la credibilità attraverso un Referendum popolare, che provvederà a contaminare con la solita tecnica della sublimazione ad opera del sistema televisivo. Ma l’aspetto più interessante è notare come coloro che sentono di rappresentare realmente il centro-destra si trovano a proprio agio a confrontarsi con gli avversari politici, e non solo per una forma di contrapposizione al Berlusconi pensiero, ma certamente perchè è necessario confrontarsi sulla correzione di alcuni articoli della Costituzione, che sono necessari per la normale evoluzione della società. E se a questo si aggiunge la volontà di difendere alcuni capisaldi di un sistema democratico come il sistema giudiziario (non la magistratura), ecco che non deve apparire scandaloso che una destra che lascia il contenitore del PDL (e mi riferisco a Fini) discuta con il centro-sinistra su come avviare alcune riforme. E non deve neanche apparire scandaloso che questa destra risulti sensibile ad alcuni temi che, per logica elettorale, sono stati sempre abbinati a una posizione di sinistra.

Se il nostro Paese deve per forza di cose confrontarsi con una politica europea, è sempre più necessario affermare i principi da cui non allontanarsi, evitando quindi di restare vittima di un  sistema che risponde sempre più alle logiche economiche e sempre meno a quelle sociali: su questo concetto non deve esserci discussione fra destra e sinistra.

Bisogna fare fronte comune per difendere la nostra storia, fatta di tante battaglie anche recenti sull’acquisizione di diritti dei cittadini, nel mondo del lavoro come in quello dei servizi, nel diritto allo studio come nella libertà di scegliersi il percorso di vita senza doversi “apparentare” con questa o quella politica.

Il futuro della prossima generazione ce lo siamo già giocato, e per rendersene conto basta sapersi guardare intorno, basta rendersi conto di come i nostri figli, onesti e figli di padri onesti, non possono competere con quelli disonesti figli di padri disonesti; e oggi non saprei più dire chi sono in maggioranza.

LA SITUAZIONEultima modifica: 2011-03-16T01:41:55+00:00da enricorisolo
Reposta per primo quest’articolo

4 pensieri su “LA SITUAZIONE

  1. Hai detto bene, non ci dovrebbero essere discussioni tra destra e sinistra ma orientarsi tutti verso il bene comune.
    Io non mi scandalizzo più di niente, ormai, e tantomeno se questa destra risulta sensibile ad alcuni temi che, per logica elettorale, sono stati sempre abbinati a una posizione di sinistra. Dimostrano semmai intelligenza e maturità.
    Comunque, Enrico, non ci capisco più niente, giuro!
    Buona giornata!

  2. Ciao Enrico e ben ritrovato. Spero tutto bene.. a parte le preoccupazioni che hai espresso da me e che, pur non vivendo il ruolo di genitore, comprendo. Francamente, mi mette i brividi immedesimarmi in un genitore di oggi e, a differenza di te, sono meno ottimista sul futuro di chi ci seguirà. Sarà che è un periodo che vedo “tutto nero”… naturalmente, basandomi sulla mia esperienza e su ciò che in questo momento stiamo vivendo.

    Come al solito, è un piacere leggere una critica così lucida, pacata e obiettiva, espressa da chi ha confidato nelle promesse di una parte della politica, da me sempre avversata. Merce rara, purtroppo. Questo, logicamente, non perché mi riconosco e simpatizzo per uno schieramento politico di “opposizione” ma perché oggi, a tutti, dovrebbero essere chiari obiettivi e aberrazioni di questo tipo di politica e dovrebbero essere chiari i mali che sta procurando al Paese. Tu, hai elencato gli uni e tratteggiato gli altri, addirittura definendo “classe sociale” chi da questa politica starebbe traendo i maggiori vantaggi!

    Credo sia ovvio, se ci si spoglia dalle sterili contrapposizioni ideologiche, non scandalizzarsi se “uno” di destra esprime una sensibilità verso temi che, per logica elettorale, sono di sinistra, mutuandone anche le espressioni (classe sociale) perché, oggi, ciò che serve al Paese, per salvarsi, è la sensibilità che tu hai definito “fronte comune”.

    Ed è su questo “fronte comune” che vorrei approfondire, brevemente, la mia riflessione. Tu scrivi “…se il nostro Paese deve per forza di cose confrontarsi con una politica europea…” Ecco, Enrico! Deve?

    Su questa politica europea con cui ci confrontiamo dobbiamo assolutamente riflettere. C’è una “politica” europea oppure, come la vediamo in molti, la stessa è un sodalizio tra BCE e FMI che di “politico” non ha praticamente nulla?

    Credo sia lecito domandarsi se FMI e BCE non siano responsabili di quanto sta avvenendo non solo da noi ma, soprattutto, a livello globale, prima con le rivolte popolari nell’Africa settentrionale e, oggi, con quanto sta accadendo in Giappone.

    Credo di non essere esagerato se affermo che questi fatti mostrano in tutta la loro tragicità, i mali che sta provocando un certo “sistema” di governo del mondo e, ancor più, il suo fallimento! Noi, in quel “sistema” ci siamo dentro fino al collo, prova sia che ci vengono fatte promesse (le centrali nucleari) che nulla hanno a che vedere con il nostro benessere ma hanno tutt’altro scopo che in quel “sistema” di governo del mondo, trova ampia giustificazione.

    Forse non sarai scandalizzato dalla mancata distribuzione della ricchezza… ma non puoi negare che il “sistema” che ha concentrato la stessa in poche mani, ha creato immense aree di depressione che, oggi, non solo sono aree di “scontro sociale” ma stanno mettendo in crisi anche i così detti paesi “ricchi”, non foss’altro per le massicce migrazioni che provocano! Avremo modo, spero, di approfondire!

    L’altro aspetto, relativamente al Giappone, è l’altra faccia della medaglia: i paesi “ricchi” hanno spacciato la diffusione del “benessere” a vantaggio dei loro popoli, per nascondere ben altri obiettivi che sono prettamente finanziari e che, oggi, mostrano quanto tragiche siano le conseguenze di questo modo di governare. Centrali ipocritamente definite di prima, seconda, terza generazione ma che, in comune, hanno un’unica caratteristica. Essere mortalmente insicure e far arricchire chi le gestisce… malamente! (altrimenti, non arricchirebbe!) Anche di questo, spero che in futuro si potrà approfondire. Per quanto mi riguarda, ci sto già lavorando.

    Ti auguro una buona serata e ciao!! (… e non sparire nuovamente!! Rido!!!)

  3. Buongiorno Enrico

    Finalmente rea noi e con un post che lascia poco spazio, tanto è capillare, tra te e Carlo avete sviscerato il problema.

    Questi governanti non si curano della gente o delle regole del buon governo, il califfo si comporta come se presiedesse un consiglio di amministrazione aziendale e compra pacchetti azionari delle concorrenze (leggi politici) per rafforzare la sua volontà e gestire al meglio i fatti suoi.

    Chi gli ruota attorno non lo appoggia perchè convinti, ma perchè paga, lui è solo una cassa continua dalla quale attingere, peccato che la ricarica la levano a noi e alle giovani generazioni.

    La politica Europea?

    Spazzerei via il parlamento Europeo così com’è, dice bene Carlo, FMI e BCE…il Portogallo sta rifiutando il prestito che FMI vuole imporgli, dagli torto, guardano le condizioni che hanno imposto alla Grecia e quello che a suo tempo avevano fatto all’Argentina.

    Sto ascoltando la Di Girolamo decantare la bontà del nucleare…la prostituzione non è solo fisica, quella mentale è peggio.

    Passo al tuo secondo post ;-))

Lascia un commento