15/11/2010

IN NOME DEL POPOLO SOVRANO

 

Non rimane neanche il normale senso del pudore; si lanciano gli appelli al popolo sovrano, quel popolo che ha votato questa maggioranza due anni e mezzo fa, di cui anche io facevo parte, considerando che il fatto di averli votati comporta una fiducia incondizionata e a tempo indeterminato, senza che sia contemplato un ripensamento.

Questa maggioranza, nel cui mandato ha sempre marcato il fatto che essendo stati votati dal popolo, gli è stato consegnato il diritto alla poltrona per 5 anni, a prescindere dall'azione di governo, invoca sempre “il popolo sovrano”, quel popolo che molto raramente è stato destinatario di un'azione di governo.

Quel popolo sovrano a cui questa maggioranza non ha saputo dare nessun segnale importante, e pur essendo vero il merito di aver mantenuto gli impegni sul fronte dei conti pubblici (riconosciuto dai tecnici internazionali della finanza), poco o niente ha fatto per dare a quel popolo sovrano un'aspettativa di miglioramento della qualità della vita, un progetto su cui investire, e seppur mantenendo quei famosi conti in ordine, lo ha fatto impegnando le risorse che avrebbe dovuto impegnare per creare un tamponamento all'emorragia di posti di lavoro.

Troppo facile governare in questo modo, e per fare quello che è stato fatto sarebbe stato sufficiente un commercialista e non un Ministro dell'economia, anche se Tremonti è proprio un commercialista.

Far quadrare i bilanci mettendo nel fabbisogno solo le entrate è cosa facile: entra 10, spendo 10 e siamo a posto..... il governo “del fare”.

Anche il più acceso sostenitore di Berlusconi dovrebbe avere qualche difficoltà a sostenerlo, e se è comprensibile che lo faccia l'elettorato della Lega, che risulta avere maggiori attenzioni, non si riesce a capire come possa essere sostenuto nel resto dell'Italia.

Facendo una carrellata dei punti del programma con cui ha vinto le elezioni, si giustifica come pochissimo (se non niente) sia stato prodotto in questi 2 anni e mezzo, seppur l'applicazione di qualche punto avrebbe prodotto notevoli risparmi:


La soppressione delle Province:

Gli amministratori provinciali eletti sono circa 6.000 e che solo di stipendio costano ai contribuenti qualcosa come 500 milioni di euro all'anno, e se si aggiungono gli oneri accessori (portaborse, auto blu, personale di scorta e privilegi vari) le province costano qualcosa come 3 miliardi l'anno.


Infrastrutture

Difficile quantificare quanti posti di lavoro si sarebbero mantenuti, ma certamente il lavoratore “attivo” avrebbe prodotto un reddito sul quale sarebbero state pagate le tasse; e il conto è presto fatto: se vengono erogati 1,5 miliardi di ammortizzatori sociali, in caso di forza lavoro “attiva” lo Stato avrebbe avuto 2 miliardi di tasse da lavoro in più.


Solo con questi 2 punti si avrebbe avuto 5 miliardi a disposizione, da destinare alla produttività attraverso dei sostegni mirati alla piccola e media impresa che produce.


Ma questo avrebbe danneggiato il “nepotismo”, avrebbe rotto l'equilibrio con quelle forze politiche che hanno necessità di radicare il loro potere sul territorio; senza le province si sarebbe potuto davvero avvicinare il cittadino alle Istituzioni Centrali, e soprattutto non avremmo avuto la guerra fra poteri regionali di diversa connotazione politica, come avviene nella mia regione dove un Presidente di sinistra (Vendola) scarica sulle province governate dal PDL (come la mia) i costi dei servizi essenziali in passivo (come il trasporto pubblico).


E' necessaria una svolta, ma non solo di persone quanto di “sistema”, la frammentazione dello Stato espressa con il federalismo sarà distruttiva in termini di unità nazionale, e Fini dovrebbe rivalutare il suo pensiero sul fatto che il Federalismo può essere una risorsa per il Sud; io voglio uno Stato che provveda ai bisogni dei suoi cittadini, e che lo faccia direttamente e non attraverso le Regioni.


Via tutte le poltrone periferiche, via le province e anche le Regioni, via gli Enti assistenziali, via le ASL e via tutti gli organismi che servono solo ad assegnare poltrone alla classe politica dirigente.


Lo Stato faccia lo Stato.

23:37 Scritto da: enricorisolo | Commenti (0) | OKNOtizie

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