COME STIAMO OGGI

Non mi torna, maledizione.
A sentire le notizie sulla nostra economia c’è da essere molto preoccupati, nonostante una situazione politica che mai avevamo avuto nella storia della Repubblica, almeno in modo ufficiale;  per fare fronte comune nei confronti della crisi economica, ci troviamo a condividere delle scelte dettate esclusivamente da ragioni di bilancio. Il signor (!) Monti viene visto come l’unica persona in grado di tirarci fuori da questa situazione, e l’aspetto più serio è che è stato indicato dal Presidente Napolitano, con il consenso dei partiti più grossi (ma non più importanti evidentemente).
Non mi torna perché da troppo tempo ci dicono che per far ripartire l’Italia era necessario fare le Riforme; se non ho perso il conto il nostro ordinamento è stato ampiamente riformato nelle parti che hanno inciso sulla vita dei cittadini, e soprattutto sulle tasche dei cittadini. Non entro nel merito delle riforme già fatte perché ognuno di noi può valutarle a seconda degli effetti che hanno prodotto su se stessi, ma dopo aver distrutto le regole del lavoro, dopo aver condannato i lavoratori ad invecchiare sul posto di lavoro, dopo aver riformato la funzione pubblica (in negativo), dopo aver liberalizzato le attività delle banche, dopo aver liberalizzato le tariffe e la distribuzione di beni primari per il cittadino (carburanti, distribuzione delle merci)……. cos’altro serve riformare per far ripartire questa benedetta economia? E non voglio fare della demagogia richiedendo a gran voce la riforma della politica con le solite cose sentite e risentite, perché non credo che il fatturato delle industrie si riprenderebbe se avessimo dei deputati che guadagnano di meno, o se fossero 500 o 200, o se ci fosse il federalismo o il secessionismo.
Qualcosa non mi torna.
Hollande dichiara che se dovesse diventare Presidente della Francia, rimetterebbe in discussione il progetto economico della Merkel; notoriamente famosa per essere considerata il motore economico dell’Europa. Sarebbe un Presidente socialista, quindi sono portato a pensare che “il liberismo” ha portato solo povertà. Fondamentalmente non sono contrario al liberismo, se si garantisce quella equità sociale che non erode i diritti dei cittadini a vivere la vita in modo dignitoso. E qui non è in discussione nessuna ideologia politica, né di destra e né di sinistra, perché quella classe dirigente che ci ha condotti in questa situazione può essere classificata in una sola categoria: quella dei ladri.
Ci dicono che l’Europa si è data delle regole e che devono essere rispettate, ma in sostanza sono solo gli Stati in difficoltà a doverle seguire queste regole, fra cui l’Italia.
Lo scenario che si presenta è davvero sconfortante.
Crisi dappertutto, e poveri dappertutto, ma poveri davvero, della peggior specie, di quei poveri che non sono nati tali ma che lo sono diventati in questi ultimi anni, soprattutto in questi ultimi due o tre anni. E intorno a loro una fetta di popolazione che stranamente, nella crisi, è diventata più ricca. Ho letto in una statistica che in Italia le 10 persone più ricche dispongono delle risorse che sono possedute da 3.000.000 di cittadini “comuni”.
Mi sfuggono tante cose; come è possibile che le bollette dell’energia siano aumentate di circa il 10% negli ultimi 2 mesi? Perché sulla bolletta devono ricadere i costi degli incentivi sulla produzione di energia derivante dai pannelli fotovoltaici, oltre alle tasse per il programma sull’energia nucleare, oltre alle tasse per sostenere gli interventi dell’Italia all’estero, ecc. ecc.
E poi possiamo parlare delle tasse che servono a finanziare le grandi opere come la TAV, che andrà a servire un corridoio europeo (da Lione a Mosca) per il movimento veloce delle merci: e chi le comprerà queste merci se il popolo viene ridotto alla povertà? O come il ponte sullo stretto che pur non essendo mai partito stanzia finanziamenti per la omonima fondazione? Si potrebbe pensare che queste grandi opere potrebbero dare lavoro a una moltitudine di persone ma sarebbe ancora tutto da dimostrare.

COME STIAMO OGGIultima modifica: 2012-04-28T17:17:22+02:00da enricorisolo
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6 pensieri su “COME STIAMO OGGI

  1. Non ti torna? Figurati chi ti legge!

    Ciao Enrico. Comincio ad avere seri dubbi sulla natura di questa “crisi”. O meglio, sulle origini e gli scopi della stessa. Intanto, fior di economisti ci dicono che, attualmente, la nostra crisi non è una conseguenza di quella nata dalla bolla immobiliare del 2008, in America. Da quelle parti e non solo, pare si stiano riprendendo mentre noi, Europa, continuiamo ad affondare. Pare, sempre a sentire quei signori, che la nostra crisi sia sistemica e, senza mezze parole, viene addebbitata all’atteggiamento, secondo me ottuso, della Germania e delle politiche di rigore che, seppur necessarie, stanno ottenendo l’effetto contrario. Sarà vero?

    Ed a proposito di “sistemi”, tu mi dici che non hai nulla contro il liberismo “…se si garantisce quella equità sociale che non erode i diritti dei cittadini a vivere la vita in modo dignitoso…” Ecco, siccome questo non sta avvenendo, per gli ovvi motivi che hai elencato, temo anche che proseguendo su questa strada finiremo per scatenare istinti peggiori di quelli che stanno già facendosi strada nell’opinione pubblica. Un “sistema” fuori controllo, secondo me, sta diventando una minaccia. Lo scopo: stanno cercando di distruggere il concetto di Stato, inteso come interesse pubblico e bene collettivo. Chi? Ecco, ho scritto decine di post sul nostro sobrio presidente, da dove viene e, soprattutto, cosa ha rappresentato fino a ieri. La risposta è nella natura, nelle origini di questi “tecnici” o “professori”. Ciò che vorrei capire è Napolitano. Mi risulta oscuro, indecifrabile nelle sue ultime decisioni.

    Ma un dubbio, più di tutti, mi martella da tempo ed è relativo allo spauracchio, spesso agitato, della crisi in Grecia, usato per convincerci che i “sacrifici” sono necessari. Enrico, ma se stiamo rischiando come quella nazione (ed anche su quella ci sarebbe da discutere) pensi veramente che i provvedimenti adottati dal governo dei “sobri”, siano all’altezza dello “spauracchio” agitato?

    Enrico, chi hanno massacrato veramente? A parer mio, due sole categorie: dipendenti, pubblici o privati che sia, e pensionati. La “ricchezza”, quella vera, quella che serve nelle “emergenze”, secondo te l’hanno toccata?

    Perché diamo i soldi alle banche all’1% e poi, le stesse, non reinvestono nell’economia ma continuano a speculare sui “debiti” sovrani e continuano, imperterrite, a chiedere “rientri” su fidi, anche di poche decine di milioni di euro? Perché questo sta accadendo e immagino lo sappia anche tu!

    Perché una patrimoniale “seria” non è stata fatta? Se da un giorno all’altro la mia vita è stata stravolta nel quotidiano e per il futuro, in nome di un “pericolo” imminente, perché ci sono ancora tante categorie che hanno mantenuto ricchezze e privilegi come nulla fosse? Perché, soprattutto, sono le categorie “ricche”?

    Se il problema era il futuro dei giovani, cosa è stato fatto per gli stessi? Se il problema era liberalizzare i servizi perché, nella sostanza, non è stato fatto?

    Come vedi, tante cose non tornano… io sto aspettando pazientemente questo fine settimana “elettorale” che non è solo nostro. Si vota in Francia, Grecia, ci sarà un referendum in Irlanda, nella stessa Germania si vota in due grossi Land, ci sarà un referendum in Serbia per decidere se entrare in questo mattatoio. Insomma, appuntamenti elettorali che potrebbero mettere in discussione l’Unione che oggi noi stiamo subendo, quella della tedesca e del francese. Poi, forse, comincerò a capire di più.

  2. Ciao Enrico

    …e non potrà tornare mai, la crisi è nata dai derivati tossici e un paio di ore fa ho letto che la loro quotazione negativa è superiore di 9 volte al debito pubblico di ogni terra emersa, l’hanno definita una “atomica che pende sul mondo”

    Ripasso, se scrivo ancora rischio di smoccolare in maniera non abituale.

    Buon resto di domenica Enrico ;-))

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